Successione senza testamento: chi eredita e cosa cambia per la pratica
Quando manca il testamento, è la legge a stabilire chi eredita e in quale quota: è la cosiddetta successione legittima. Ecco come funziona e cosa cambia per la pratica tecnica, tra Roma e i paesi della valle dell'Aniene.
Cosa succede se manca il testamento?
Interviene la successione legittima, disciplinata dal Codice civile (artt. 565 e seguenti): la legge individua da sola chi sono gli eredi e in che proporzione si dividono il patrimonio, senza bisogno di una volontà scritta dalla persona che è mancata.
La successione si apre comunque alla data del decesso, con o senza testamento: cambia solo il criterio con cui si stabilisce chi eredita, non i tempi entro cui la dichiarazione di successione va presentata.
Per gli immobili a Roma e nei Comuni della provincia la parte tecnica non cambia: servono gli stessi documenti catastali e la dichiarazione si presenta all'Agenzia delle Entrate competente per l'ultima residenza della persona mancata. La voltura catastale arriva subito dopo.
È una situazione più frequente di quanto si pensi, soprattutto per le case di famiglia nei paesi, dove spesso non è mai stato scritto un testamento e gli eredi si scoprono a dover gestire insieme un immobile che magari non hanno mai abitato.
Chi sono gli eredi legittimi secondo la legge?
La legge chiama a ereditare, con un ordine di priorità, il coniuge, i figli, gli altri ascendenti (come i genitori) e, in mancanza di questi, altri parenti fino a un certo grado. Non tutti ereditano sempre insieme: la loro quota dipende da chi, tra questi, è ancora in vita al momento dell'apertura della successione.
Per la parte legale, capire con esattezza chi rientra tra gli eredi in una situazione familiare complessa, per esempio con più matrimoni o figli da unioni diverse, è un lavoro che spetta al notaio o all'avvocato di famiglia, non al nostro studio.
Come si dividono le quote quando non c'è testamento?
Le quote cambiano in base a chi sopravvive: cambia molto se c'è un coniuge, se ci sono figli, e quanti. Nella tabella trovi i casi più comuni che seguiamo nella nostra pratica.
| Eredi superstiti | Come si divide il patrimonio |
|---|---|
| Solo il coniuge, senza figli né altri parenti stretti | Tutto il patrimonio al coniuge |
| Coniuge e un figlio | Metà al coniuge, metà al figlio |
| Coniuge e più figli | Un terzo al coniuge, due terzi divisi in parti uguali tra i figli |
| Solo i figli, senza coniuge | Il patrimonio diviso in parti uguali tra i figli |
| Senza coniuge né figli: genitori e fratelli | Quote diverse tra genitori (o altri ascendenti) e fratelli, secondo il Codice civile e in base a chi è ancora in vita |
Sono le situazioni più frequenti: ci sono poi casi particolari, per esempio quando mancano tutti questi parenti, che vanno valutati singolarmente insieme al notaio.
Anche in assenza di testamento, la ripartizione effettiva tra gli eredi può essere modificata con un accordo di divisione firmato da tutti: in quel caso la parte legale definisce l'accordo, mentre noi aggiorniamo la situazione catastale in base alla nuova ripartizione.
Cosa cambia per una casa di paese con più eredi?
Nella valle dell'Aniene seguiamo spesso successioni con più fratelli che ereditano insieme la casa di famiglia, magari costruita o ampliata nel tempo senza che ogni passaggio sia stato regolarizzato. In questi casi, prima ancora della divisione, va ricostruita la situazione catastale reale dell'immobile.
Non è raro che alla casa si accompagni anche un terreno agricolo di famiglia, tramandato insieme all'abitazione: anche quello va inserito nella dichiarazione, con la propria situazione catastale da verificare separatamente.
Con più eredi in comproprietà, anche solo decidere cosa fare della casa (venderla, dividerla, tenerla insieme) richiede un quadro tecnico chiaro su cui ragionare, ed è qui che entriamo noi.
E se la casa non è mai stata accatastata correttamente?
Capita, soprattutto nei paesi, che una casa di famiglia sia stata ampliata o modificata nel tempo senza che ogni passaggio sia stato dichiarato al catasto: prima di qualunque divisione tra eredi, va verificato che la situazione catastale corrisponda a quella reale.
È un controllo che facciamo sempre all'inizio di una successione con immobili, perché una difformità irrisolta complica anche la successiva divisione tra gli eredi, anche quando tra loro non c'è alcun disaccordo.
Chi si occupa della parte legale e chi di quella tecnica?
La parte legale della successione, come stabilire con certezza le quote nei casi più complessi o gestire eventuali contrasti tra eredi, è del notaio o dell'avvocato. Il nostro studio segue la parte tecnica e catastale: la situazione reale dell'immobile, i documenti e la pratica di successione lato catasto.
Lavoriamo spesso insieme al notaio scelto dalla famiglia: lui definisce l'aspetto legale, noi ci occupiamo di tutto quello che riguarda l'immobile.
Cosa fa il geometra in una successione senza testamento?
Verifichiamo la situazione catastale dell'immobile, prepariamo i valori necessari alla dichiarazione e seguiamo, dove serve, la raccolta dei documenti che riguardano i beni ereditati. Una volta chiarito chi eredita, questo lavoro tecnico procede allo stesso modo con o senza testamento.
Per gli immobili, seguiamo anche i passaggi successivi, come la voltura catastale e le imposte collegate, una volta che la dichiarazione è stata presentata.
Lavoriamo allo stesso modo sia che gli eredi siano d'accordo su tutto, sia che la situazione familiare sia più delicata: il nostro compito tecnico non cambia, cambia solo il ritmo con cui la famiglia riesce a prendere le decisioni.
Cosa succede se un erede non si trova o rinuncia?
Sono situazioni che riguardano la parte legale della successione, e vanno gestite dal notaio o dall'avvocato di famiglia: un erede irreperibile o che rinuncia cambia il quadro di chi eredita, e la pratica tecnica si adegua di conseguenza una volta chiarita la situazione.
Da dove si comincia, in pratica?
Conviene partire da un quadro chiaro di chi sono gli eredi e quali immobili sono coinvolti, anche solo con un primo confronto con noi e con il notaio scelto dalla famiglia. Da lì possiamo dire cosa serve verificare sull'immobile prima di procedere con la pratica.
Anche quando la famiglia è ancora indecisa su cosa fare della casa, avviare per tempo la verifica tecnica non impegna a nessuna scelta: serve solo ad arrivare preparati al momento in cui la decisione andrà presa.
Le domande più frequenti su questo tema.
Cosa succede se una persona muore senza testamento?
Si apre la successione legittima: la legge stabilisce da sola chi eredita e in quale quota, secondo il Codice civile.
Chi eredita se non c'è testamento?
In ordine di priorità coniuge, figli, altri ascendenti e, in mancanza di questi, altri parenti entro un certo grado.
Come si divide una casa tra più fratelli senza testamento?
Secondo le quote della successione legittima: se ci sono più figli e nessun coniuge, il patrimonio si divide in parti uguali tra loro.
Chi si occupa della parte legale della successione senza testamento?
Il notaio o l'avvocato di famiglia: stabiliscono le quote nei casi più complessi e gestiscono eventuali contrasti tra eredi.
Cosa fa il geometra in una successione senza testamento?
Segue la parte tecnica e catastale: verifica la situazione dell'immobile, prepara i valori e segue la pratica lato catasto, a Roma come a Roviano.
Serve comunque presentare la dichiarazione di successione senza testamento?
Sì, la dichiarazione va presentata come in qualsiasi successione, indipendentemente dal fatto che ci sia o meno un testamento.
Una casa di paese ereditata da più fratelli si può dividere subito?
Dipende dalla situazione catastale dell'immobile: spesso va prima ricostruita e regolarizzata, ed è il primo passo tecnico da affrontare.
Una successione senza testamento con più eredi e una casa da gestire? Seguiamo la parte tecnica e catastale, insieme al tuo notaio.
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